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Dolci pasquali

La tradizione italiana come dolci pasquali vanta numerose varianti a seconda delle regioni o anche delle province, questi possono assumere forme e nomi differenti, ma gli ingredienti base sono per lo più gli stessi.

I dolci “nazionali” della Pasqua sono la colomba e l’uovo di cioccolata. Da sempre l’immagine della colomba è utilizzata per simboleggiare pace e salvezza, e nella religione cristiana la figura del Cristo. Gli ingredienti di questo dolce sono gli stessi del Panettone: farina, burro, uova, zucchero e buccia d’arancia candita, la differenza consiste nella sua ricca copertura in glassa alle mandorle. La religione cristiana riprese la simbologia dell’uovo per rappresentare la Pasqua: l’uovo dal guscio duro ricorda il sepolcro, dove era stato sepolto Gesù, mentre la nuova vita contenuta al suo interno rappresenta la sua resurrezione.

La tradizione dello scambio delle uova affonda le sue radici nel passato e non solo in Italia. Durante il Medioevo, infatti, si regalavano uova decorate con disegni o scritte. Si facevano bollire le uova con fiori o foglie per potergli dare delle colorazioni particolari, mentre per i nobili venivano create in materiali preziosi, come oro, platino e argento. Forse da questo, prese ispirazione Peter Carl Fabergé per creare, nel 1883 per la zarina Maria, un uovo di platino smaltato contenente un altro dorato e due doni al suo interno. Dal secolo scorso è diffusa la distribuzione di uova di cioccolata con sorprese al loro interno. Nella tradizione greco-ortodossa e balcanica l’uovo è fatto bollire e decorato, per lo più di rosso, il colore della Passione.

Ma parliamo anche delle varianti regionali, tra le più famose anche in tutto il mondo, ci sono la pastiera e il casatiello tipici della tradizione napoletana. La prima, narra la leggenda, era legata al culto della dea Cerere, le cui sacerdotesse portavano in processione un uovo, simbolo di rinascita. Questo potrebbe spiegare la presenza del grano all’interno di questo impasto, oltre alla ricotta, uova e aromi. Il secondo può essere sia dolce che salato, a base di formaggio, salame e uova, ma anche strutto e ciccioli. Deriva il suo nome dal suo ingrediente principale: il formaggio, in napoletano cas’ da qui casatiello. La sua forma a corona richiama l’aspetto ciclico della risurrezione pasquale, mentre le uova che spuntano fuori dall’impasto e trattenute da strisce di pane rappresentano la croce sulla quale morì Gesù.

La crescia o Pizza o Torta di Pasqua è una torta salata tipica del Centro Italia a base di farina, uova, pecorino, parmigiano, consumata durante la colazione o il pranzo di Pasqua accompagnato da prodotti tipici dei vari territori. Le quaranta uova previste nell’impasto rappresentano i 40 giorni di Quaresima. La tradizione vuole che l’impasto debba essere preparato il Giovedì o Venerdì santo di modo da essere mangiato il giorno di Pasqua.

I cudduraci, tipici della provincia di Reggio Calabria, ma diffusi in tutta l’Italia meridionale (Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia), sono dei biscotti di pasta frolla decorata con uova sode. Il suo nome deriva dal greco kollura, che significa corona, per la sua forma rotonda. I pastori le portavano con sé nei loro spostamenti e grazie alla sua forma la potevano infilare comodamente nel bastone o nel braccio. Durante il periodo pasquale in tutte le case si preparano i cudduraci, le forme più gettonate sono quelle del pesce, della corona, e dei cuori, preparate dalle fidanzate per i loro amati.

L’agnello pasquale è un dolce tipico di Sicilia, Calabria e Puglia. L’impasto ha come base il marzapane (preparato con mandorle tritate, acqua e zucchero), al quale viene aggiunto pasta di pistacchio e/o cioccolato.

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