itenfr +39.388.7903003 roots.italian@gmail.com

Login

Sign Up

After creating an account, you'll be able to track your payment status, track the confirmation and you can also rate the tour after you finished the tour.
Username*
Password*
Confirm Password*
First Name*
Last Name*
Email*
Phone*
Country*
* Creating an account means you're okay with our Terms of Service and Privacy Statement.

Already a member?

Login
itenfr +39.388.7903003 roots.italian@gmail.com

Login

Sign Up

After creating an account, you'll be able to track your payment status, track the confirmation and you can also rate the tour after you finished the tour.
Username*
Password*
Confirm Password*
First Name*
Last Name*
Email*
Phone*
Country*
* Creating an account means you're okay with our Terms of Service and Privacy Statement.

Already a member?

Login

Il gusto della bellezza nella Sicilia Orientale

0
Price
From€ 759
Price
From€ 759
Booking Form
Enquiry Form
Full Name*
Email Address*
Your Enquiry*
Select a package
  • Il gusto della bellezza nella Sicilia OrientaleStart Time: 09:00
  • Il gusto della bellezza nella Sicilia OrientaleStart Time: 09:00
  • Il gusto della bellezza nella Sicilia OrientaleStart Time: 09:00
  • Il gusto della bellezza nella Sicilia OrientaleStart Time: 09:00

Proceed Booking

Save To Wish List

Adding item to wishlist requires an account

1627

Get a Question?

Do not hesitage to give us a call. We are an expert team and we are happy to talk to you.

1.8445.3356.33

Help@goodlayers.com

Recent Articles

Logo Roots Tour
Nella Mostruosa Scilla
7 Agosto 2020
chianalea-scilla-reggio-calabria-roots
Piccola Venezia del Sud
31 Luglio 2020
Il Re della Costa Viola
24 Luglio 2020
7 Giorni
Availability : Tutti i Giorni (eccetto l’1 gennaio e il 25 dicembre)
Taormina
Sicilia
Min Age : -
Max People : 40
Tour Descrizione

Il tour Il gusto della bellezza nella Sicilia Orientale inizia a Taormina, una città che a partire dal 1700 ha incantato moltissimi artisti e personaggi del jet set internazionale. Taormina è uno dei luoghi del turismo elitario invernale, meta per sfuggire dalla routine e circondarsi delle bellezze archeologiche presenti e dalle amenità del luogo.

Il primo luogo che visitiamo è Palazzo Duchi di Santo Stefano, un palazzo della fine del ‘300, capolavoro dell’arte gotica siciliana, con le facciate animate dal contrasto cromatico della scura pietra lavica e della pietra bianca.

Passeggiamo su Corso Umberto, la strada dei negozi, dove si fa lo struscio ed arriviamo a Palazzo Ciampoli. Costruito nel 1412, nel periodo in cui i palazzi iniziano a perdere la struttura di fortezza per assumere quella di eleganti dimore. L’edificio è in stile catalano e presenta elementi araldici di ogni famiglia che ha avuto a che fare con il palazzo.

Torniamo su Corso Umberto e raggiungiamo l’Odeon, un piccolo teatro in architettura romana con le colonne di un preesistente tempio greco a fargli da fondale scenico. L’odeon è diviso in cavea, orchestra e scena e con ogni probabilità doveva essere coperto.

Prossima fermata verso il Teatro Greco è Palazzo Corvaja, il quale sorge sull’antico foro romano dell’antica Tauromenion. In origine era una torre costruita per scopi militari dagli Arabi tra il X e l’XI secolo, con una forma che ricordava la Mecca. Oggi ospita la Biblioteca Civica e il Museo Etnografico di Arte e Tradizione Popolare Siciliana con reperti dal XVI al XX secolo.

Ci rinfreschiamo con una buonissima granita (se di stagione, consigliamo quella di gelsi) e al termine arriviamo al Teatro Greco di Taormina. Questo è uno dei teatri meglio conservati, costruito in un punto panoramico che non ha eguali. Infatti, sedendovi nella cavea, alle spalle della scena si gode di un terrazzo sulla costa siciliana sovrastata dalla maestosità del vulcano Etna. In Sicilia Il Teatro Greco è secondo solo a quello di Siracusa per grandezza. Dagli anni ’50 sono messe in scena varie forme di spettacolo: commedie, concerti, cerimonie, dato che ancora oggi la sua acustica è perfetta.

Ci fermiamo per il pranzo nella Villa Comunale di Taormina, parco dell’abitazione dell’inglese Lady Florence Trevelyan, che qui visse dal 1884 dopo essere stata esiliata dalla regina Vittoria. Questo giardino ha una vista mozzafiato sulla costa orientale della Sicilia, su Giardini di Naxos e sull’Etna. Lady Trevelyan è riuscita a far convivere piante autoctone come olivi, mandorli e carrubi con piante provenienti dall’emisfero australe, come Araucaria, Caliandra e Bahuinia. Le costruzioni che abbelliscono il parco sono state create su un’idea della nobildonna inglese: oltre i dolmen in ricordo dei suoi cani e i cromlech in circolo ci sono anche delle strutture chiamate beehives (alveari), a metà strada tra le pagode orientali e dei gazebo. Visitiamo questo luogo senza tempo prima di scendere a Isola Bella. Acquistata nel 1890 da Lady Trevelyan dal comune di Taormina fa costruire una casetta dove trascorrere le ore più calde della giornata attorniata da piante tipiche della macchia mediterranea ed altre piante tropicali importate. La famiglia Bosurgi acquista l’isola nel 1954 per poi perderla quando fallisce l’azienda di famiglia. Dal 1998 l’isola è Riserva naturale. Trascorriamo sulla spiaggia quel che rimane del pomeriggio e la sera andiamo a cena in un ristorante tipico.

Il secondo giorno arriviamo a Piano Provenzana, a 1800 metri sul Vulcano Etna, per un’escursione guidata ai crateri sommitari (da decidere in base alle condizioni meteorologiche e all’attività vulcanica). Nel pomeriggio visita alle Gole di Alcantara, dove vi potete cimentare in diverse esperienze. Potete ammirare rocce dalle forme fantasiose grazie all’azione di due protagonisti: la rovente lava che discende dal vicino Vulcano Etna durante le numerose eruzioni a contatto con le acque gelide del fiume Alcantara.

Ci fermiamo in una cantina per fare una degustazione dei vini locali accompagnati da piatti tipici e poi ci dirigiamo a Catania per trascorrere la notte.

La mattina del terzo giorno del tour Il gusto della bellezza nella Sicilia orientale iniziamo dal Castello Ursino. La sua struttura sorge su uno dei più antichi nuclei abitati dai catanesi, a ridosso della linea di costa. Le mura costruite con pietrame lavico rendevano la fortezza molto sicura, ma prima un’eruzione dell’Etna che ha riempito il fossato intorno al castello coprendo i bastioni e poi il terremoto del 1693 che ha danneggiato la sua struttura, così da perdere il suo ruolo militare. Le sale al piano terra furono modificate per ospitare i detenuti quando il castello fu convertito a prigione. Oggi abbiamo testimonianza della loro presenza grazie a dei graffiti incisi su alcuni muri e porte. Vale la pena visitare il Museo Civico, ospitato tra le sue mura, per ammirare le opere di Caravaggio e Van Dyck.

Andando verso Piazza Duomo visitiamo prima le terme dell’Indirizzo e poi le Terme Achilliane. Le prime risalgono al periodo tardo-imperiale e sono stati ritrovati una decina di ambienti. Delle seconde quello che possiamo vedere oggi è solamente una piccola porzione, databile al IV secolo d.C.. Si ritiene che i capitelli utilizzati nella Cattedrale provengano da queste terme.

Ci fermiamo al tipico Mercato del Pesce di Catania, un turbinio di colori, rumori e odori che trasuda tradizione, dove sembra che il tempo si sia fermato.

Con la sua imponente silhouette bianca la cattedrale di Sant’Agata si staglia sulla piazza pavimentata con scura pietra lavica creando uno splendido gioco di contrasti e colori. All’interno possiamo ammirare vari fregi e ornamenti, come i capitelli provenienti dai templi pagani e dalle rovine romane disseminate nella città.

Una volta usciti dalla Cattedrale passiamo di fronte la Fontana dell’Elefante (u liotru), simbolo di Catania.

Ci fermiamo per una pausa in uno dei tanti caffè per una granita, un arancino o un cannolo, a voi la scelta!

Probabilmente fu costruito sopra un teatro greco del V/IV sec. a.C., ma quello che vediamo oggi è un Teatro romano databile al II sec. d.C.. Nel corso dei secoli il teatro venne abbellito con marmi e torri laterali, ma durante il Medioevo al suo interno furono costruite abitazioni e persino una macelleria. Negli anni ’50 del secolo scorso furono abbattute tutte le costruzioni e riportati alla luce i marmi decorati, le colonne marmoree e i finti ambienti. Al suo massimo splendore il marmo bianco che rivestiva i sedili contrastava il colore nero delle scalinate in pietra lavica.

Dello stesso periodo è il vicino Odeon. Era coperto da una robusta tela sorretta da funi e grandi lastroni di marmo chiaro rivestivano l’orchestra, mentre la cavea era in pietra lavica. Subì la stessa sorte del vicino teatro ospitando al suo interno alcune case. Sul finire del XX secolo furono integrate le parti mancanti dell’ima cavea (la parte bassa della cavea) e d’estate ospita concerti.

Ultimo monumento che visitiamo oggi per poi lasciare Catania è l’Anfiteatro Romano. Costruita nel II secolo d.C., questa imponente struttura era seconda solamente al Colosseo di Roma, ma oggi è possibile ammirare solo una piccola porzione della sua struttura originale. Purtroppo durante i secoli fu concesso ai cittadini di appropriarsi di tutti questi materiali per costruire altri edifici. Possiamo ritrovarli in altre opere, come ad esempio nella Cattedrale o al Castello Ursino. Quando fu al suo massimo splendore era un trionfo di colori: la scura pietra lavica delle scale, il rosso dei mattoni delle ghiere degli archi, i marmi che rivestivano il podio, il bianco dei sedili.

Proseguiamo verso sud per arrivare a Siracusa, dove facciamo il check-in e ceniamo.

Iniziamo la giornata visitando il Parco Archeologico Neapolis. Nell’area del Colle Temenite hanno preso forma, in diversi momenti storici, i monumenti più importanti di Siracusa: passeggiando arriviamo all’Anfiteatro romano, scavato nella roccia, che ospitava anche giochi e lotte acquatiche; l’Arco trionfale di Augusto, del quale possiamo vedere oggi solo le fondamenta che dovevano sostenere un’imponente struttura da cui si accedeva all’area romana; l’Ara di Ierone II, la struttura dedicata a Zeus Eleutherios purtroppo è andata persa poiché la parte superiore è stata riutilizzata per costruire le fortificazioni spagnole; il Teatro Greco, edificato nel V secolo a.C., uno dei più grandi del mondo greco, per rappresentare tragedie e commedie e, dal secolo scorso, nel periodo primaverile ed estivo è possibile assistere alle rappresentazioni delle tragedie classiche; la Grotta del Ninfeo, nella parte più alta del teatro, all’interno si trovavano due statue dedicate alle Muse e edicole votive; l’Orecchio di Dioniso, nome dato dal Caravaggio nel 1608, poiché Dioniso teneva qui i prigionieri, così da poter ascoltare i loro discorsi, grazie alla perfetta acustica di questa grotta; e le Grotte dei Cordari, così chiamata perché grazie all’alto tasso di umidità i Cordari potevano lavorare più facilmente le corde.

Tornando verso Ortigia ci fermiamo al Foro romano, costruito sopra l’agorà greca. Tutto quello che possiamo osservare oggi sono tre colonne in marmo appartenute ad un portico. Nel 1910 questo spazio diventa una piazza d’armi per poi assumere l’aspetto odierno di giardino pubblico. Proseguendo passiamo di fronte al luogo dove era stato costruito per volere di Carlo V il Castello Marieth, oramai inglobato negli edifici che hanno preso il suo posto.

Una volta arrivati sull’isola di Ortigia ci fermiamo al Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico dell’Occidente greco, databile al VI secolo a.C.. Nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni per poi essere riportato alla luce nel 1860. L’iscrizione riportata sul tempio stesso, assente su qualsiasi altro tempio greco, narra l’impresa compiuta.

Ci fermiamo per il pranzo e poi procediamo verso la Fontana di Diana, realizzata nel 1906, narra la leggenda della ninfa Aretusa che sfugge da Alfeo e chiede protezione alla dea Diana, raffigurata con arco e frecce. La fontana è animata anche da altre figure, come cavalli e tritoni e tutto l’insieme esprime movimento anche grazie al continuo fluire dell’acqua.

Arriviamo a Piazza Duomo, dove affaccia il Palazzo Borgia del Casale, voluto da uno dei discendenti dei Borgia e degli Impellizzeri, una casata patrizia vissuta ai tempi di re Martino I d’Aragona. Del palazzo l’elemento che più colpisce è la parte centrale, di colore rosso, impreziosita da balconi in ferro battuto bombato, mentre all’interno ogni sala presenta pareti e volte decorate con affreschi e stucchi del ‘700.

Visitiamo la Cattedrale di Maria Santissima, sorta in uno dei luoghi da sempre ritenuto sacro da tutte le civiltà che si susseguirono. Incastonate nel muro si vedono le colonne di un tempio dorico dedicato alla dea Atena. Sotto i Bizantini divenne la prima chiesa cristiana d’Occidente, e rimase indenne durante le devastazioni dei musulmani che la convertirono in moschea. Fu di nuovo una chiesa sotto i Normanni che le diedero una maestosa e austera facciata, andata distrutta durante il terremoto del 1693 e ricostruita nella prima metà del ‘700 secondo lo stile barocco-rococò dell’epoca.

Scendiamo verso la punta dell’isola e facciamo tappa alla Fonte Aretusa, una sorgente d’acqua dolce, popolata da pesci e papiri, unico luogo in Europa in cui crescono in maniera spontanea. L’aspetto attuale di laghetto è stato dato nel 1847. Il mito che lo ispira è lo stesso che abbiamo incontrato nella Fontana di Diana e che qui prende forma.

Finiamo la nostra passeggiata al Castello Maniace, in questo luogo sono sorte fortificazioni a difesa del porto sin dall’epoca dei Greci. Sebbene nel corso dei secoli sono stati aggiunti fossati, bocche di fuoco, torri a supporto della struttura principale, mancavano gli elementi tipici delle fortezze, come: la piazza d’armi, le strutture abitative e di deposito.

Rientriamo nella struttura prescelta e la sera cena in un locale tipico.

La mattina del quinto giorno sulla strada per Noto, ci fermiamo a Noto Antica, abbandonato dopo il terremoto del 1693. Fu una colonia siracusana sotto Gerone II e nel 263 a.C. fu istituito un Senato riconosciuto dai Romani. Durante la dominazione araba nacquero diverse concerie scavate nella roccia che diedero impulso all’economia, così come fece l’industria della seta, grazie alla coltivazione dei gelsi. Dopo il terremoto, la città fu spostata 8 km più a valle. Sul sito di Noto Antica possiamo osservare i resti di Castello Reale, costruito nel 1091 dal figlio del Conte Ruggero d’Altavilla e nel 1430 Pietro d’Aragona lo dota di imponenti mura di cinta che fortificavano il centro urbano. Gli Aragonesi aggiungono una torre maestra e nel corso del XVII secolo furono aggiunte delle bocche di fuoco. Lasciando questo sito ci fermiamo sulla Collina della Memoria, dove vediamo la Grotta delle 100 bocche, che somiglia ad un’ugola, una catacomba di epoca bizantina, poi riutilizzata come ovile e come bunker durante la Seconda Guerra Mondiale, per la sua posizione strategica; e la Grotta del Carciofo, deve il suo nome alla presenza di graffiti raffiguranti le menorah ebraiche, confuse con dei carciofi dai contadini.

Scendendo a Noto entriamo dalla Porta Reale o Ferdinandea, costruita nel 1838 per la visita del Re Ferdinando II Borbone, voluta dal marchese Cannicarao. Lo stile è neoclassico e sulla sommità sono presenti tre figure: una torre, un cane e al centro un pellicano o una cicogna.

Imboccando Corso Vittorio Emanuele arriviamo in Piazza Municipio, dove sulla sinistra abbiamo Palazzo Ducezio e sulla destra la Cattedrale di Noto. Palazzo Ducezio porta il nome del fondatore della città e fu costruito su modello dei palazzi francesi del XVII secolo. Il pian terreno fu finito nel 1830 mentre il primo piano nella prima metà del secolo scorso. All’interno la Sala degli Specchi fu utilizzata come piccolo teatro e poi come salone di rappresentanza.

Attraversando Corso Vittorio Emanuele e salendo tre rampe di scale entriamo nella Cattedrale. I lavori per la costruzione della Cattedrale iniziarono subito dopo il terremoto e finirono nel 1703, ma vi furono molti rimaneggiamenti. Nel 1996 crollò la cupola per un cedimento dei piloni di sostegno alla struttura, così come la navata destra e quella centrale. Per la ricostruzione si prese spunto da quello che fu fatto nel ‘700 combinandolo con le tecniche antisismiche odierne, come l’utilizzo della fibra di carbonio.

Tornando verso la costa ci fermiamo alla Villa del Tellaro, dove sotto una masseria del ‘700/’800 è stata ritrovata una residenza extraurbana risalente all’età tardo-imperiale. Sono stati rinvenuti mosaici, con motivi floreali, geometrici e due mosaici figurati.

Arrivati alla Riserva Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, partiamo da Spiaggia dell’Eloro per arrivare a quella di Marianelli, uno dei tratti più isolati, selvaggi e incontaminati, dove potremmo fermarci a riposare. Continuando verso sud arriviamo alla più famosa spiaggia di Calamosche e proseguendo lungo la costa scorgiamo la Torre Sveva, punto di vedetta e segnalazione per le scorrerie dei pirati e dei nemici. Poi visitiamo la Tonnara di Vendicari. A causa dello Sbarco degli Alleati nel 1943 e allo scarso guadagno lo stabilimento fu definitivamente chiuso. Per la sua bellezza la location è spesso utilizzata come set per riprese.

Ci spostiamo a Marzamemi, un villaggio di pescatori, nato vicino la tonnara, una tra le più importanti della Sicilia orientale. Ultimato nel 1752, lo stabilimento per la lavorazione del tonno continua a lavorare incessantemente fino al dopoguerra, ma chiuse definitivamente i battenti nel 1969. Il prodotto più famoso è la bottarga di tonno rosso lavorata con antichi metodi di essiccazione arabo-fenici. Anche se negli ultimi anni è emerso il suo appeal turistico, Marzamemi mantiene la sua genuina anima di villaggio di pescatori e per questo utilizzato come location per vari film.

Ci addentriamo nell’entroterra per visitare di una cantina per la degustazione di vini locali e prodotti tipici, dopodiché ci dirigiamo a Modica per trascorrere la notte.

Modica oggi è famosa per il suo cioccolato, ma fino al XIX secolo godeva di una forte influenza politica, economica e culturale in tutto il Mezzogiorno. Come altre città visitate, nel 1693 il suo centro fu distrutto dal terremoto. Il nucleo più antico della città si trova sulla collina, dove sorge il castello dei Conti di Modica, una fortezza rupestre difficilmente attaccabile. La sua struttura subì diverse trasformazioni, poiché fu la sede politica, amministrativa e della giustizia per molti secoli. Scendendo dalla collina ci fermiamo al Duomo di San Giorgio, uno dei simboli del barocco siciliano, che con la sua alta facciata, domina la scenografica scalinata degli Orti di San Giorgio, che ricorda la più ben famosa Scalinata di Trinità de’ Monti. Proseguiamo visitando il Museo del Cioccolato, al suo interno troviamo statue intagliate in blocchi di cioccolato e una sensazionale cartina dell’Italia che raffigura i monumenti più importanti di alcune città: il Colosseo a Roma, la Torre Pendente a Pisa e la Mole Antonelliana a Torino. Questo cioccolato è particolare grazie alla sua antica lavorazione a freddo, che lo rende granuloso e friabile. La ricetta arriva grazie agli Spagnoli che nel XVI secolo la presero dagli Aztechi.

Dopo la pausa pranzo ci dirigiamo a Ragusa Ibla, uno dei quartieri più antichi di Ragusa, per visitare la bellissima città barocca. Ci fermiamo al Giardino Ibleo allestito nel 1858 grazie all’impegno di nobili locali e della popolazione. Il giardino era un mix di macchia mediterranea, gusto tardo-romantico e improvvisazione.

Sopravvissuto al terremoto del 1693 rimane solamente il portale quattrocentesco di stile gotico-spagnolo della chiesa di San Giorgio. Fu scelto di ricostruire il duomo sulla chiesa di San Nicola in cima a una lieve salita. La chiesa è orientata leggermente a sinistra rispetto alla piazza, così che si potesse intravedere la cupola dietro la facciata a torre. Questa parte di Ragusa Ibla è stata scelta come set di diversi film e puntate della serie tv “Il Commissario Montalbano”.

Ci trasferiamo a Puntasecca, dove si trova la celebre casa del Commissario Montalbano, per trascorrere il finire della giornata sulla spiaggia. Dopo aver fatto il check-in ci incontriamo per un aperitivo o una cena in ristorante tipico.

La mattina dell’ultimo giorno del tour Il gusto della bellezza nella Sicilia orientale, ci godiamo ancora la Spiaggia di Puntasecca, e dopo pranzo ci spostiamo verso l’entroterra.

Arrivando al Castello di Donnafugata quello che colpisce è lo stile neogotico della sua sontuosa facciata. La sua prima costruzione è dovuta ai Chiaramonte, Conti di Modica, nel XIV secolo. Dal 1648 la proprietà è della famiglia La Rocca, che fa costruire il parco monumentale, dove convivono numerose specie di piante, una Coffee House per ristorarsi, delle grotte e un labirinto in pietra bianca che ricordava quello di Hampton Court, vicino Londra. All’interno del castello troviamo 120 stanze distribuite su tre piani, di cui solo una piccola parte è aperta al pubblico. Ogni stanza aveva un arredo diverso in base alla sua funzione, alcune sono il Salone degli Stemmi, il Salone degli Specchi, la Sala del Biliardo, la Sala della Musica e così via.

Il tour Il gusto della bellezza nella Sicilia Ionica finisce qui, potete scegliere se tornare al luogo di partenza o proseguire con un altro tour.

Luogo & Orario di Inizio

Taormina – Ore: 9:00 (Google Map)

Durata del Tour

7 Giorni

Cosa è incluso

  • Accompagnatore e Guida abilitata (Italiana o Inglese)
  • Biglietti di ingresso
  • 7 pranzi al sacco + 4 Cene
  • 2 Degustazioni in cantina
  • Escursione alle Gole dell'Alcantara
  • Tasse

Cosa non è incluso

  • Trasporto
  • Pernottamento (in base alla categoria della sistemazione che preferite)
  • Escursione sul Vulcano Etna (da decidere in base alle condizioni meteorologiche e all'attività vulcanica)
  • Commissione 20% agenzia

Consigli

  • Ombrello
  • Costume
  • Occhiali da sole, Zaino, Cappello, Giacca a vento
  • Scarponi da trekking o Scarpe da ginnastica con la gomma non usurata
  • Non sono consentiti pantaloncini né indumenti senza maniche perché non ammessi nei siti religiosi
Cosa aspettarsi?

Un tour per ammirare le meraviglie che la Sicilia ci offre gustando i suoi prodotti tipici, famosi in tutto il mondo, e che rendono quest’isola un paradiso per anima e corpo.

  • Degustazioni in cantina
  • Archeologia industriale
  • Un vulcano ancora attivo
  • Oasi faunistica
  • Terme romane
  • Patrimonio mondiale UNESCO
Itinerario

Giorno 1Taormina

09:00 Palazzo Duchi de Stefano
10:00 Palazzo Ciampoli
10:45 Odeon
11:30 Palazzo Corvaja
12:40 Teatro Greco
13:00 Pranzo alla Villa Comunale
15:00 Isola Bella
19:00 Check-in
20:00 Cena

Giorno 2Etna - Gole dell'Alcantara - Catania

08:30 Escursione sul Vulcano Etna
15:00 Gole dell’Alcantara
19:00 Degustazione in una cantina
22:00 Check-in a Catania

Giorno 3Catania - Siracusa

09:00 Castello Ursino
10:30 Terme dell’Indirizzo
11:15 Terme Achilliane
12:30 Cattedrale di Sant’Agata
13:30 Pranzo
15:00 Teatro Romano e Odeon
16:15 Anfiteatro Romano
17:30 Partenza per Siracusa
19:00 Check-in
20:00 Cena

Giorno 4Siracusa

09:00 Parco Archeologico di Neapolis
11:00 Foro Romano
12:00 Tempio di Apollo
13:00 Pranzo
14:30 Fontana di Diana
15:30 Piazza Duomo: Palazzo Borgia del Casale e Cattedrale
17:00 Fonte Aretusa
18:00 Castello Maniace
20:00 Cena

Giorno 5Noto - Vendicari - Marzamemi - Modica

08:30 Noto Antica
09:30 Porta Reale
10:00 Palazzo Ducezio
10:30 Cattedrale di Noto
11:30 Villa del Tellaro
12:45 Riserva Naturale Oasi Faunistica di Vendicari e pranzo
17:00 Marzamemi
19:00 Degustazione in una cantina
22:00 Arrivo a Modica e check-in

Giorno 6Modica - Ragusa Ibla - Puntasecca

09:00 Castello dei Conti si Modica
10:30 Cattedrale di San Giorgio
11:30 Museo del Cioccolato di Modica
13:30 Ragusa Ibla: Giardino Ibleo e pranzo
15:00 Cattedrale di San Giorgio
16:30 Puntasecca: check-in e relax sulla spiaggia
19:30 Aperitivo o cena

Giorno 7Puntasecca - Donnafugata

Mattinata libera sulla spiaggia
13:00 Pranzo
15:00 Castello di Donnafugata

Map
Photos
7 travellers are considering this tour right now!